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Ho scelto di cominciare la mia personale avventura su questo blog con un libro, che forse non ha bisogno di ulteriori recensioni. Molti blog e siti si sono già occupati di Alice nel Paese delle Vaporità e ho letto sia recensioni positive che negative.
Ma anche se è un libro piuttosto noto, volevo trovargli un posto nella Nicchia perché secondo me è stato un esperimento coraggioso: i libri steampunk di autori italiani sono davvero pochi.
Quindi, un plauso a Dimitri per la scelta del genere.
Un secondo plauso va al “packaging”: una copertina strepitosa con un’illustrazione suggestiva e un lettering accattivante.
Ho cominciato a leggere con una certa aspettativa, date queste premesse.
Nonostante la mia avversione all’idea che fosse l’ennesima reinterpretazione del romanzo di Carroll, l’inizio è abbastanza accattivante: un’antropologa con un carattere decisamente difficile decide di affrontare le terre sconosciute che circondano Londra, inquinate dalla Vaporità creata dalle macchine utilizzate nella grande città. La Vaporità causa sinestesia e allucinazioni per cui, all’inizio, Alice usa una “zavorra” per continuare a mantenere una prospettiva razionale del mondo.
Man mano che Alice si addentra nella Steamland, incontra personaggi più o meno ispirati a quelli di Carroll e vive avventure che diventano sempre più confuse man mano che il romanzo prosegue. Alcune di queste vicende a mio avviso sono esagerate e non particolarmente realistiche (l’assalto alla città soprattutto) ma sono una sostenitrice del fantastico perché, nel rispetto dell’intelligenza del lettore, l’autore può dettare alcune regole e l’espediente delle percezioni distorte aiuta a rendere credibili cose che potrebbero passare per semplici ingenuità narrative.
Il finale è abbastanza prevedibile, ma nella confusione è chiarissimo e tutto sommato interessante.
Anche lo stile diventa sempre più confuso, a volte troppo, ma io l’ho trovato piacevole ed adatto al tipo di storia narrata.
Una cosa che ho apprezzato è il non voler trattenere la violenza di certe scene, che a volte, forse, possono sembrare addirittura eccessive, ma preferisco questo tipo di narrazione alle spade che non si insanguinano mai e ai personaggi che, per strane ragioni, non hanno mai esperienze sessuali.

I personaggi sono Alice. Alice è IL personaggio, l’unica che viene realmente approfondita e sviscerata. La cosa ha un senso, perché tutti gli altri, anche quelli che sembrano più saggi di lei e le spiegano (in modo forse troppo accademico e paternalistico) le teorie filosofiche e psicologiche su cui si regge la Steamland, sono un frutto delle di lei percezioni. A volte sembra che queste creature siano appena pennellate su uno sfondo di vapore, cosa che mi ha innervosita, lo ammetto, perché apprezzo sempre la caratterizzazione dei personaggi e in questo senso il romanzo può sembrare carente. Ma a mente fredda, non lo è.
L’ambientazione è la cosa che più mi è piaciuta, sono rimasta intrigata dalla Steamland, dalla Vaporità, da Carne, Incanto e Sogno. Poteva forse esser sviluppata in modo più organico, ma l’ho davvero apprezzata e secondo me aveva delle possibilità che non sono state esplorate appieno.
Due parole, infine, sulla scelta di ispirarsi a Carroll. Non so se è stata una questione di marketing, per infilare il romanzo in un filone e incuriosire il lettore, fatto sta che secondo me, anche senza i riferimenti ai più noti romanzi inglesi, questo romanzo non sarebbe cambiato granché. Chesy ha ben poco del celeberrimo gatto, per dirne una. Poteva avere un altro nome e nessuno si sarebbe accorto del parallelismo.
La scelta coraggiosa del genere dunque è compensata da quella del parallelismo, che sembra quasi una rete di sicurezza, per non far passare in sordina un’opera che rischiava di spaventare il lettore. E considerato che di viaggi in terre allucinatorie la letteratura è piena, non c’era bisogno di scomodare Alice nel Paese delle Meraviglie per scrivere questo romanzo.

Insomma, io consiglio la lettura di Alice nel Paese delle Vaporità. E’ avvincente, ben scritto, con un’ambientazione particolare e onirica che, giunti alla fine, fa rimpiangere il mondo appena lasciato.

Titolo e autore: Alice nel paese delle vaporità, Francesco Dimitri
Editore e anno: Salani, 2010
ISBN: 9788862562423

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