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Fantasy di stampo storico-realistico, le sorgenti del Dumrak è il primo romanzo di un progetto portato avanti da un gruppo di cinque autori, “Xomegap”.
Essendo il primo libro, purtroppo viene utilizzato come una sorta di “introduzione alla storia”, cosa che, a mio avviso, è un grosso difetto: qualsiasi romanzo, anche nel contesto di una saga, ha bisogno di una trama e in questo, soprattutto nella prima metà, di trama ce n’è poca, e viene schiacciata dal desiderio di Xomegap di spiegare per filo e per segno l’ambientazione.
Ambientazione ben costruita sia a livello geografico che politico, con una sua storia antica e una sua epica ben delineate. A volte si vede che gli autori traggono ispirazione da Martin, da Tolkien e da altre fonti classiche della letteratura e della filmografia fantastica e d’avventura (lascio ai lettori la curiosità di scoprire quali) ma in generale il contesto in cui dovrebbe svolgersi l’azione è interessante, ben costruito e solido. Purtroppo, pare che sia l’ambientazione la vera protagonista del romanzo, e spiegazioni lunghe e a volte pesanti sono inserite prepotentemente dagli autori nel mezzo delle azioni e dei dialoghi.
Per quel che riguarda lo stile, tutti e cinque gli autori hanno un’ottima proprietà di linguaggio, ma la scelta della modalità di narrazione (forse prodotta dalla necessità di amalgamare cinque penne diverse) produce un effetto di estrema pesantezza, rendendo il prodotto finale più simile a un saggio che a un romanzo. Il lettore viene inondato da informazioni che interrompono anche i dialoghi più semplici e le azioni più elementari, da nomi difficilmente pronunciabili e quindi ricordabili e da dialoghi propedeutici che servono a raccontare eventi storici o leggende ma non fanno proseguire la trama e sono spesso molto prolissi, tanto da confondere il lettore che ha la sensazione di dover “studiare” come se il romanzo fosse un trattato di storia di Finisterra. Sarebbero bastate meno informazioni meglio integrate nell’azione presente, per rendere lo stile più godibile. Anche la scelta di fare iniziare alcuni capitoli in medias res per poi ripercorrere ciò che è successo fino a quel momento risulta pesante (e a volte risulta anche nella confusione dei tempi verbali); una narrazione più lineare e meno carica di excursus avrebbe anche aiutato a rendere più appassionante la lettura.
La trama del romanzo si divide in due parti principali: la prima, più basata su intrigo politico e negoziati e la seconda, che racchiude una cerca tradizionale. La prima parte, che in un contesto fantasy sarebbe stata piuttosto interessante ed originale, è quella che più rimane schiacciata dalle scelte stilistiche degli autori. La seconda parte, che non è particolarmente originale a livello di trama (la cerca di un antico artefatto per salvare Finisterra da un nemico sconosciuto… e nemmeno si sa bene perché tale nemico stia attaccando, o forse lo si sa ma il lettore, sfinito da tutte le informazioni fornite, dovrebbe rileggersele tutte o prendere appunti per capirlo) e di incontri (a volte sembra che i personaggi si imbattano in nemici senza che essi diano qualche contributo alla storia, incontri casuali non particolarmente interessanti o utili), è però più godibile e leggera.
Le tre prove a cui si sottopongono i protagonisti, a loro volta non particolarmente originali, conducono al finale, prevedibile ma che preannuncia sviluppi interessanti. Peccato che a quel punto il romanzo finisca.
I personaggi sono, soprattutto all’inizio, molto piatti, anche perché molti dei loro dialoghi si riducono a essere i famosi excursus di storia di Finisterra. Inoltre, risultano molto legati allo stereotipo del loro ruolo, uscendone molto raramente: dicendo, ad esempio, il Principe, il Soldato, la Sacerdotessa Guerriera, il Nobile, il Gran Sacerdote, l’Eroe, si ha già un’idea abbastanza precisa di che tipo di protagonisti ci si trova davanti e solo verso la fine si riesce ad apprezzarne la psicologia. I protagonisti agiscono soprattutto per imbeccate altrui, restano in balia degli eventi e si limitano, al massimo, a protestare un pochino anche quando han ben capito che qualcuno li sta prendendo per i fondelli e qualcosa non quadra. Un bel pregio, invece, è il fatto che il gruppo mandato in missione non sia coeso, anzi. Le ostilità interne tengono in piedi la narrazione nella seconda parte del romanzo. Joze a mio avviso è il personaggio migliore, risulta interessante sin dalla prima apparizione, sparisce per un po’ schiacciato dal torrente delle informazioni e poi ricompare, agendo in modo abbastanza interessante e attirando le simpatie del lettore mentre gli altri restano troppo intrappolati dal loro ruolo all’interno del “party”.

Essendo un romanzo non particolarmente lungo, forse gli autori avrebbero potuto snellirlo da tutte le informazioni storiche e arricchire l’azione, salvando qualche pagina per proseguire con la trama. A volte, piuttosto che cercare a tutti costi la saga, un unico libro ben concluso lascia meno l’amaro in bocca.

Titolo: Finisterra. Le sorgenti del Dumrak
Autore: Xomegap
Editore: Domino edizioni, 2011
Codice ISBN: 8895883268

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