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copertina Il suono Sacro di Arjiam

Il Suono Sacro di Arjiam è un romanzo fantasy autoconclusivo, del quale consiglio vivamente la lettura. Daniela Lojarro decide saggiamente di non farsi intrappolare nella lusinga della saga e produce un’opera magari un po’ lunga (678 pagine più il glossario) ma molto interessante fin dall’inizio.
Una parola sul lato estetico: il lettering è scelto bene e il romanzo, anche se voluminoso, è molto robusto. L’immagine di copertina riprende il concetto portante del romanzo, scelta un po’ astratta ma interessante, che si distacca dal solito schema del fantasy. Insomma, è un’edizione paperback con una buona qualità.
Passiamo ai contenuti.
Xhanis, Magh (a metà tra i maghi e i sacerdoti, sono coloro che utilizzano l’Armonia e riescono a entrare in comunicazione con il Suono Sacro), si rende conto di esser stata ingannata dall’uomo che amava, e di star per partorire un figlio che gli permetterà di portare a compimento i suoi piani di dominio. La donna fugge in una taverna malfamata ove muore dando alla luce una bambina alla presenza di quelli che diventeranno i protagonisti. Uno scambio di infanti corona il tutto, gettando la giovane apprendista Fahryon e il Cavaliere Uszrany in un’avventura ricca di azione e intrigo politico che li porterà a confrontarsi con le proprie debolezze e a vincerle. L’autrice quindi utilizza alcuni classici temi della letteratura del genere (la Sacerdotessa innamorata dell’affascinante malvagio, la bambina prescelta) ma non li fa diventare il centro dell’azione: la Sacerdotessa muore subito, la bambina non compare quasi mai. Lo scambio di neonati diventa invece il centro della prima parte del romanzo, che è quella più appassionante. Immancabile la storia d’amore, che ha il pregio di non trascinarsi per tutto il romanzo: già a metà del libro gli innamorati si dichiarano e da allora il loro amore diventerà la loro forza e la loro debolezza, senza mai renderli particolarmente sdolcinati. La seconda parte del romanzo è più incentrata sull’intrigo politico e sulla crescita personale dei protagonisti, con un occhio di riguardo per Fahryon, che si ritira in eremitaggio raggiungendo una superiore conoscenza di se stessa e del Suono Sacro. Il finale è il naturale concludersi degli eventi, non ci sono grossi colpi di scena, ma il lettore può chiudere il romanzo soddisfatto.
I personaggi sono ben costruiti, credibili con i loro pregi e i loro difetti. Anche Mazdraan, l’antagonista, affascinante, nobile, intelligente e ricco, quello che rischiava di più di finire nell’ambito delle macchiette, è ben gestito e resta credibile nella sua semplice megalomania e le motivazioni che lo spingono sono umane, coerenti col personaggio.
Lo stile è scorrevole, l’autrice ha un’ottima proprietà di linguaggio. Il grosso difetto stilistico è costituito dalle frequenti ripetizioni dei concetti (soprattutto per quel che riguarda la filosofia del Suono Sacro), che spesso rallentano l’azione e che sono frequenti nei romanzi di esordienti che non sono seguiti da grandi case editrici: con un editing più accurato, il romanzo ne sarebbe uscito alleggerito, soprattutto nella seconda parte. La cerca spirituale di Fahryon risulta infatti molto appesantita dalle frequenti digressioni sulla natura del Suono Sacro, o dalle riflessioni della protagonista su ciò che le è accade e su come si relaziona alla natura del Suono Sacro, che tendono ad annoiare il lettore che sa già cosa le è accaduto e ha già assimilato le nozioni filosofiche. Un altro difetto della seconda parte riguarda i salti temporali: passano anni, ma il lettore fatica ad accorgersene, ogni tanto i personaggi menzionano il fatto che sono trascorsi degli anni ma il lettore ci mette un po’ a capire quanto tempo è effettivamente passato.
L’ambientazione è quella di un fantasy classico dal sapore mediorientale, ben costruita nei suoi intrighi politici, ma ciò che la rende molto originale e interessante è appunto il Suono Sacro, sul quale si regge tutta la magia del mondo e attorno al quale ruota la trama. La Lojarro approfondisce molto (forse troppo) questo perno su cui ruota ambientazione, molto affascinante, con termini tecnici che però riescono ben comprensibili anche a un lettore che non s’intenda particolarmente di musica. Forse i nomi dei personaggi sono un po’ troppo complicati, soprattutto all’inizio, ma si nota il desiderio dell’autrice di utilizzare una fonetica particolare e comunque strutturata, inoltre c’è un glossario finale che aiuta il lettore a districarsi.
Insomma, ‘Il Suono Sacro di Arjiam’ è un ottimo romanzo che consiglierei a tutti e che probabilmente, nelle mani di un grande editore, avrebbe potuto avere un grande successo, che sarebbe stato meritato.

Titolo: Il Suono Sacro di Arjiam
Autore: Daniela Lojarro
Editore: EdiGio’ 2009
Codice ISBN: 9788862052108

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