Tag

, , , , , ,

I draghi dei Visconti“Il cucciolo impiegò molto tempo per rompere tutto il perimetro del guscio e sollevare la calotta abbastanza da potersi distendere. Calcedonio resistette all’impulso di aiutare la creaturina, perché quella era una battaglia che doveva vincere da sola. Una battaglia vinta da innumerevoli generazioni di draghi prima di lei, che si guadagnarono il proprio posto nel mondo attingendo solo alle proprie forze.”
(pag. 78)

Nel 1322 Ferdinando Visconti, inetto e avido signore di Milano, sedotto dalle lusinghe del fratellastro Azzone, decide di rubare tutte le uova dei draghi per crearsi un esercito clandestino di feroci bestie volanti con cui sottomettere la popolazione e passare alla storia come il salvatore degli innocenti.
I draghi adulti, ovviamente, non condividono i piani di Ferdinando Visconti e fanno quanto è in loro potere per proteggere il futuro della loro specie.
Si badi bene che non siamo davanti ad un romanzo che privilegia l’impari battaglia tra umani e draghi, sebbene non manchino scene anche di questo tipo, bensì davanti ad una storia che insegna la tolleranza, la saggezza delle decisioni ben ponderate e , soprattutto, il rispetto verso il prossimo e verso la natura.
Inoltre, dettaglio a cui personalmente sono piuttosto sensibile, nella battaglia tra draghi e umani viene coinvolto anche il Popolo Gentile, diviso tra l’amore per il mondo umano e la necessità di partire verso Arcadia i cui cancelli stanno crollando e la fuga pare essere inevitabile per la maggior parte di loro.
La scrittura del romanzo è scorrevole, arguta e piacevole da leggere, qualità purtroppo rare da riscontrare nei romanzieri esordienti italiani.
Ho apprezzato moltissimo il modo in cui l’autrice ha tratteggiato la Milano medievale, quasi come un acquerello, soprattutto il quartiere di Sant’Eustorgio, la cui statua è posta accanto ad una chiesa dalla storia misteriosa legata ai Magi, personaggi di una cultura tanto lontana quanto affascinante.
Però, i veri protagonisti del libro sono, ovviamente, i draghi.
Mi è piaciuto molto il modo in cui l’autrice ha creato l’anatomia dei draghi e non solo: ha pensato anche al modo in cui è organizzata la loro società, al modo in cui avviene l’educazione dei piccoli e anche alla loro dieta… Lo sapevate che i draghi prediligono la carne di selvaggina cotta a puntino?
Cuociono la carne, infatti, preparando dei grandi falò con una metodicità quasi rituale e la consumano mangiando composti.
Ammetto di avere sorriso più di una volta leggendo le parti relative all’educazione della draghetta, soprattutto quando cerca di fare amicizia con un altro cucciolo di drago e i consigli di saggezza che riceve dal grande drago anziano.
Mi sento di consigliare vivamente questo libro a tutti gli amanti del fantasy e dei draghi.

Anno: 2010
Casa Editrice: Compagnia della Rocca Edizioni