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LithiumCi ho messo molto a leggere ‘Lithium’ e a scrivere questa recensione.
Questo per un motivo molto semplice: sinceramente, mi ha molto delusa. Posso essere lapidaria: non mi è piaciuto. Solitamente riesco a trovare lati positivi anche nei romanzi che non mi hanno entusiasmata ma sinceramente questo ne ha ben pochi.
Essendo stata contattata dalle autrici, che gentilmente mi hanno fornito la versione ebook, rispetto il regolamento e recensisco, con obiettività e sincerità che spero verranno apprezzate.
Lithium ha una bella copertina con una grafica accattivante e un titolo che incuriosisce. Promette bene: una storia di amicizia, di amore e di vampiri. Poteva essere una bomba.
Purtroppo, pur contenendo degli spunti che l’avrebbero reso un urban fantasy gradevole, i difetti superano di gran lunga i pregi.
Uno di questi difetti è la decisamente poca originalità. E’ difficile scrivere qualcosa di originale nell’ambito dell’urban fantasy, soprattutto nel mercato attuale. Il trucco, a mio parere, è utilizzare in modo originale spunti e archetipi classici, cosa che qui è mancata. Sin dall’introduzione è forte la sensazione di ‘già visto’ senza però quasi mai l’aggiunta del ‘quid’ della personalizzazione. Per fare un esempio senza anticipare nulla a chi volesse comunque leggere il romanzo: il muro che separa i sovrannaturali dagli umani nella cittadina inglese di St. Jillian ricorda troppo quello di ‘Stardust’ di Neil Gaiman. Questa sensazione non abbandona il lettore per tutta la durata del romanzo: anche i dettagli d’ambientazione che avrebbero potuto essere dei piccoli gioielli, come il Litio da cui prende il nome (lo chiamerei Effetto Pungolo: cambia colore nelle vicinanze di vampiri o licantropi), si tingono di già visto.
In ogni modo, le autrici hanno fatto uno sforzo per creare un’ambientazione tutto sommato coerente e che potrebbe anche, a un occhio meno abituato a cogliere le citazioni, risultare molto piacevole. Peccato che questa, come la trama incentrata sul sovrannaturale, venga relegata sullo sfondo di vari siparietti tra i personaggi, che siano scene abbastanza irrilevanti a livello narrativo tra le due amiche protagoniste o battibecchi vari tra innamorati o presunti tali, cosa che alla lunga diventa irritante. Amicizia e amore, altri due temi portanti che avrebbero potuto donare epicità alla narrazione, sono trattati con una certa superficialità e i personaggi interagiscono tra loro in un modo abbastanza stereotipato, che nei momenti migliori ricorda uno shojo manga degli anni ’90.
Altro difetto del romanzo, infatti, è la poca maturità caratteriale dei personaggi. Anche quelli che dovrebbero avere un certo quantitativo di anni sulle spalle tendono a farsi dei film mentali più consoni a una ragazzina quattordicenne in crisi ormonale, cosa che persino le protagoniste dovrebbero aver superato. Protagoniste, tra l’altro, che pur avendo nomi anglofoni dovrebbero essere italiane, dettaglio stonato e anche un po’ inutile: la storia avrebbe potuto essere ben più interessante con un’ambientazione costruita in Italia (abbiamo anche noi le nostre belle leggende) e avrebbe funzionato lo stesso con due protagoniste inglesi.
Lo stile delle autrici (che pure hanno una buona proprietà di linguaggio, complessivamente), senza contare gli ovvi problemi dovuti alla mancanza di editing di un romanzo autopubblicato, è più adatto ad una fanfiction che ad un romanzo. Tutti i protagonisti si esprimono più o meno allo stesso modo, senza riguardo a eventuali differenze di età e l’utilizzo della prima persona accentua questo difetto: il lettore si chiede perchè tutti i personaggi pensino come la quattordicenne in crisi ormonale di cui sopra. Un altro difetto stilistico è la disomogeneità, con anche un marcato utilizzo di salti temporali che, mescolato al continuo cambio di punto di vista della voce narrante, genera nel lettore confusione. Infine, i dialoghi spesso sfociano nei siparietti sopracitati, non portando nulla alla narrazione, anzi spezzandola inutilmente e innervosendo il lettore.
Il libro è il primo di una serie, spero veramente che le autrici riescano a tirare fuori il potenziale dall’ambientazione da loro creata rendendo la narrazione più avvincente e ordinata.
Per il momento, mi spiace dirlo, nella sezione “racconti originali” di alcuni siti di fanfiction, si trovano storie più curate.

Titolo: Lithium
Autore: Marika Cavaletto e Chiara Bianca d’Oria
Editore: autopubblicato
Codice ISBN: 8868551594