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Apoptosis

Accetteresti di sperimentare un aggeggio che ti entra nel sistema nervoso e scandaglia i tuoi impulsi neurali? Nessuno, ti dico nessuno, vuole che qualcuno possa entrare nel suo sancta sanctorum cerebrale dove nasconde scheletri mentali, pensieri maliziosi, amori, odi, rancori, sogni erotici, speranze. Gli strizzacervelli sono temuti proprio per questo.” (pag. 11)

La salute è uno dei diritti sacralizzati all’interno della nostra Costituzione, combinato con l’altrettanto sacro diritto di scegliere se sottoporsi o no ad un trattamento sanitario.
Il diritto alla salute, però, non implica il dovere di essere sani.
L’apparente contraddizione di questo principio, si inserisce perfettamente nello schema delle libertà individuali tipiche dei moderni ordinamenti giuridici.
Non possiamo obbligare nessuno ad essere cristiano, comunista, diligente oppure… sano.
Nel romanzo “Apoptosis” questo dogma della società moderna viene portato al parossismo.
E così nasce la Patoneuroscopia che, attraverso l’impianto nel sistema nervoso del dispositivo PNS,  letteralmente scansiona lo stato di salute delle persone producendo diagnosi a beneficio dei medici. Questi ultimi non devono fare altro che leggere la diagnosi partorita dal PNS e fare le deduzioni più ovvie non solo sullo stato di salute di un paziente, ma anche sulle eventuali cure da effettuare.
Dietro al PNS ci sono, ovviamente, gli enormi interessi economici di un’altrettanto enorme casa farmaceutica, la HOB, che – nell’ottica spregiudicata del profitto – sacrifica la vita di numerosi pazienti-cavie ( i c.d. antesignani).
Un gruppo di giovani ragazzi con la passione per l’informatica, decide di scoprire il marcio che si nasconde dietro al PNS e di sollevare il velo di Maia dagli occhi dell’umanità.
Ci riusciranno? Anche se la risposta a questa domanda appare scontata, vi assicuro che non è per questo che dovete leggere il romanzo.
“Apoptosis” è scritto veramente bene e le pagine scorrono una dietro l’altra come la pellicola di un film.
Il linguaggio è spesso tecnico-scientifico oppure tecnico-informatico, ma non così tanto da rendere pesante la lettura oppure incomprensibile.
L’autore si preoccupa spesso di spiegare i passaggi scientificamente più complessi e, anche se a volte non ci riesce, questo non ostacola minimamente la prosecuzione della lettura.
I personaggi sono caratterizzati talmente bene che a volte sembra di vederli e anche le loro scelte, i loro dialoghi e le loro azioni sono molto coerenti con la loro caratterizzazione oppure con il contesto in cui si trovano.
L’unico appunto che posso fare al romanzo è relativo al personaggio di Matt, l’eroe che occupa un ruolo da protagonista nella prima parte del libro, mentre nella seconda è relegato ad un ruolo quasi marginale. E’ un peccato.
E’ chiaro che il tema portante della storia riguarda la spregiudicatezza delle case farmaceutiche, la miopia del Governo centrale e l’abuso ingenuo di farmaci quando il confine che li separa dalla droga è a volte fin troppo labile.
In conclusione, consiglio caldamente questo romanzo sia per i temi che tratta, ma soprattutto per la trama avvincente e per la bella scrittura. Meriterebbe di essere pubblicato da un vero editore.

 

Titolo: Apoptosis
Autore: Renato Mite
Editore: Auto pubblicato, 2014
ISBN: 9788891066619
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